Negli ultimi anni la corporate governance è stata protagonista di un percorso che ha visto lo scioglimento dello storico patto di sindaco a favore della crescente presenza di investitori istituzionali ed, in parallelo, della evoluzione del Consiglio di Amministrazione.

La presenza di investitori istituzionali nella compagine azionaria è andata crescente: rappresentano oramai il 75% dell’azionariato. Lo storico patto di sindacato di blocco è stato sciolto il 31 dicembre 2018, e l’accordo di consultazione sottoscritto il 20 dicembre 2018, che raggruppa il 12,6% del capitale per una durata di tre anni, non prevede restrizioni sulle azioni, portando il flottante di Mediobanca al 100%.

Le caratteristiche del Consiglio di Amministrazione sono state adeguate alle migliori prassi internazionale. Secondo le modifiche allo Statuto approvate nel 2015, il numero dei Consiglieri è stato ridotto a 15, contro 18 in precedenza; il numero di amministratori espressi dalle minoranze è incrementato da uno a due; i criteri per definire l’indipendenza dei Consiglieri sono stati resi più stringenti rispetto a quanto previsto dalla normativa; il numero dei dirigenti del gruppo che possono sedere in consiglio è stato ridotto da cinque a tre. Queste modifiche hanno portato a un Consiglio di Amministrazione più snello, con maggiore rappresentanza delle minoranze e maggiore numero di amministratori non esecutivi e indipendenti. In parallelo, si è lavorato sulla diversità di genere per adeguarla alla normativa e alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina, in modo che il genere meno rappresentato abbia un terzo dei posti in Consiglio.

Per approfondire 

Questo processo di evoluzione compie un ulteriore passo: per la prima volta, il Consiglio di Amministrazione uscente potrà presentare la propria lista di candidati per il rinnovo, che avverrà nel corso dell’assemblea che approverà il bilancio al 30 giugno 2020.

Il rafforzamento della governance e la sempre maggiore rilevanza dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance) ci hanno spinto a creare a fine 2019 un Comitato CSR endoconsiliare, in aggiunta al preesistente Comitato Sostenibilità a livello manageriale.

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